Lo stress in gravidanza
Uno studio condotto da un’Università degli Stati Uniti su un campione di 1522 donne in gravidanza ha dimostrato che il 84% di queste ha provato livello di stress medio-alto (Woods, Melville, Guo, Fan, & Gavin, 2010). Un eccessivo stress in gravidanza condiziona il benessere sia della futura mamma sia del bambino (Beydoun & Saftlas, 2008; Dunkel Schetter, 2011; Mulder et al, 2002).
In particolare la donna può cadere in depressione, provare ansia da maternità e produrre un eccessivo numero di ormoni (Mulder et a., 2002). Inoltre è possibile che si verifichino aborti spontanei (Wainstock, Lerner Geva, Glasser,Shoham Vardi, & Anteby, 2013), malformazioni congenite del bambino (Hansen,Lou, & Olsen, 2000; Tegethoff et al. 2011), e parti prematuri (DunkelSchetter, 2011).
Sono state
individuate tre tipologie di fattori che prevengono lo stress della madre e del
figlio.
La prima categoria comprende le risorse psicologiche della donna, in particolare l’ottimismo (Lobel, DeVincent, Kaminer, & Meyer, 2000; Rini,Dunkel-Schetter, Wadhwa, & Sandman, 1999), la padronanza e l’autostima (Rini et al.1999) sono associati ad un peso maggiore del bambino alla nascita, ad una corretta durata della gravidanza (evitando quindi il parto prematuro) e ad un ridotto livello di ansia e stress durante la maternità.
La seconda tipologia include il supporto sociale che aumenta il benessere della donna (Elsenbruch et al., 2007; Harley & Eskenazi, 2006; Rini et al., 2006; Stephens, 1987) e il peso del nascituro (Feldman, Dunkel Schetter, Sandman,& Wadhwa, 2000; Ghosh, Wilhelm, Dunkel- Schetter, Lombardi, & Ritz,2010); inoltre è importante che la madre instauri subito una relazione con il proprio figlio, infatti se la donna comincia a prendersi cura immediatamente del bambino, si compensano gli effetti negativi dello stress prenatale (Maccariet al., 1995; Wakshlak & Weinstock, 1990).
La terza e ultima categoria implica gli interventi diretti sullo stress, tra cui il rilassamento che influenza esplicitamente il comportamento del bambino. Anche lo yoga e la meditazione portano benefici per il nascituro (Beddoe & Lee, 2008).
La prima categoria comprende le risorse psicologiche della donna, in particolare l’ottimismo (Lobel, DeVincent, Kaminer, & Meyer, 2000; Rini,Dunkel-Schetter, Wadhwa, & Sandman, 1999), la padronanza e l’autostima (Rini et al.1999) sono associati ad un peso maggiore del bambino alla nascita, ad una corretta durata della gravidanza (evitando quindi il parto prematuro) e ad un ridotto livello di ansia e stress durante la maternità.
La seconda tipologia include il supporto sociale che aumenta il benessere della donna (Elsenbruch et al., 2007; Harley & Eskenazi, 2006; Rini et al., 2006; Stephens, 1987) e il peso del nascituro (Feldman, Dunkel Schetter, Sandman,& Wadhwa, 2000; Ghosh, Wilhelm, Dunkel- Schetter, Lombardi, & Ritz,2010); inoltre è importante che la madre instauri subito una relazione con il proprio figlio, infatti se la donna comincia a prendersi cura immediatamente del bambino, si compensano gli effetti negativi dello stress prenatale (Maccariet al., 1995; Wakshlak & Weinstock, 1990).
La terza e ultima categoria implica gli interventi diretti sullo stress, tra cui il rilassamento che influenza esplicitamente il comportamento del bambino. Anche lo yoga e la meditazione portano benefici per il nascituro (Beddoe & Lee, 2008).
Future mamme, la
gravidanza è fonte di stress perché implica un cambiamento molto forte nelle
vostre vite, però ora avete a disposizione tutti i mezzi per contrastarlo in modo
che possiate vivere al meglio questo momento insieme ai vostri figli non ancora
nati.


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