giovedì 25 febbraio 2016

Stress e lavoro: un binomio da evitare!

I motivi per cui alcuni lavori sono maggiormente a rischio


Cari amici lettori..con questo post vogliamo affrontare una questione abbastanza spinosa...che riguarda la sicurezza sul lavoro e la questione se lo stress e gli infortuni possano avere o meno qualche correlazione.
A tale proposito ci è parso interessante proporvi un breve resoconto di una ricerca di Tomei e colleghi, condotta durante il 2015. Gli autori hanno analizzato 42 articoli scientifici trovati attraverso i motori di ricerca Scopus, Pubmed e Biomedcentral.
Come volevasi dimostrare è emerso un forte collegamento tra stress e infortuni sul lavoro, evidenziando che i lavori maggiormente stressanti (sia a livello psicologico che fisico) sono anche quelli dove si registrano maggiori assenze per infortuni e malattie, oltre che dove si osservano più errori relativi al lavoro stesso.
Nel dettaglio, negli ultimi quindici anni, i lavoratori maggiormente a rischio sono gli edili, coloro che fanno parte del personale sanitario (in particolar modo gli infermieri), i lavoratori notturni a turnazione e gli autotrasportatori.
Se per caso rientrate in una di queste categorie non temete..analizzando insieme i motivi per cui si è in questa sorta di "lista dello stress" potrete individuare eventuali campanelli d'allarme già presenti e prevenire così possibili esiti nefasti..in fondo conoscere meglio il nemico è la prima strategia per sconfiggerlo efficacemente!
Addentrandoci un po’ più nello specifico, emerge che per quanto riguarda i primi, il continuo spostamento e azionamento di attrezzi pesanti, il rumore troppo alto, le temperature ambientali a cui si è esposti e il lavoro in altezza, sono considerate come le principali cause di disagio sul lavoro. Mentre per quanto riguarda i disturbi, emergono in modo diffuso problemi legati alla colonna vertebrale e disturbi muscolo-scheletrici, registrando un picco per le lombalgie croniche, oltre che amnesie sul lavoro, minor attenzione e depressione.
Per il secondo gruppo invece, cioè quello dell’area sanitaria, gli stressor incriminati sono il sollevamento di pesi superiori ai 25 kg, le punture di aghi e siringhe, le ferite con strumenti chirurgici, oltre che la carenza di personale e di spazi adeguati, i ritmi incessanti di lavoro e la mancanza di strumenti per la sicurezza del dipendente. Gli esiti maggiormente evidenti a queste fonti di disagio sono a carico sia del personale stesso che dei pazienti, in quanto si registrano soprattutto errori di medicazione e ritardi nelle cure, oltre che cartelle incomplete. Inoltre sono riportati anche contusioni, stiramenti, distorsioni, disturbi muscolari (soprattutto per spalla e collo), irritabilità e mancanza di appetito.
Per quanto riguarda invece i lavori notturni a turnazione, ovviamente i ritmi scombussolati e irregolari di sonno-veglia sono la maggior fonte di stress che causa, in tutti i tipi di professioni racchiudibili in questa categoria, un maggior numero di incidenti oltre che di assenze.
Per quanto riguarda invece la categoria degli autotrasportatori, i fattori di stress maggiormente segnalati sono la guida protratta per molte ore, spesso al di sopra dei limiti di legge consentiti, la mancanza di ritmi regolari di vita e l’assenza di sicurezza, di controlli e di infrastrutture adeguate a soddisfare i bisogni minimi. I disturbi più marcati si hanno a livello della colonna vertebrale, registrando un alto tasso di comparsa di lombalgie, cervicali, dolori a polsi e spalle, oltre che di deficit transitori, errori di guida e infrazioni del codice stradale (tutti predittori di una maggior
probabilità di incidenti stradali).
Più in generale invece, si può dire che i fattori che accomunano tutte le professioni con la probabilità di sviluppare stress lavoro-correlato, sono il sovraccarico di lavoro, la mancanza di uno stipendio gratificante, equipaggiamento non appropriato per la sicurezza, scarsa autonomia decisionale, la presenza di conflitti con colleghi e la mancanza di supporto da parte dei superiori.
Ma per fortuna cari lettori non ci sono solo spine in questo settore..infatti c’è aria di innovazione, grazie alla presenza di corsi obbligatori sulla sicurezza oltre che dell'aumento di consulenze da parte delle aziende per prevenire possibili burn-out.
La nostra speranza, e quindi il fiore che speriamo sbocci, è che la sicurezza e un livello minimo di soddisfacimento dei dipendenti vengano tenuti sempre di più in considerazione nello stilare le ore e le mansioni, tenendo presente che un maggior benessere del personale produce maggiori guadagni per tutti, non solo in termini economici!




Nessun commento:

Posta un commento