Analizziamo più a fondo il disturbo post-traumatico da stress

Cari lettori,
esistono vari modelli che spiegano i meccanismi che portano alla formazione e
alla persistenza del disturbopost-traumatico da stress (PTSD).
Da un lato si possono
evidenziare il modello metacognitivo (Wells, 2000)
e quello relativo allo schema mentale (Leahy, 2002),
che fanno riferimento al contesto, alle funzioni e alla forma dei fenomeni
psicologici; per questo motivo tendono ad enfatizzare le strategie situazionali
ed esperienziali che portano al cambiamento, in aggiunta a quelle più dirette (Hayes, Follette,&Linehan, 2004).
Dall’altro lato è
presente una vasta gamma di studi che pongono l’attenzione sul ruolo della
regolazione emotiva (Aldao,Nolen-Hoeksema, &Schweizer, 2010; Cloitre,Miranda, StovalI-McCIough, & Han, 2005; Tull,Barrett,McMillan, & Roemer,2007).
Il modello
metacognitivo pone l’accento sulla meta-cognizione, che viene definita
come la conoscenza dei propri processi di valutazione, controllo e monitoraggio
dei pensieri (Wells, 2000).
Il fattore più
importante che porta alla formazione del PTSD consiste nell’attivazione della
Sindrome Cognitivo-Attentiva (CAS). La CAS è costituita da tre elementi: il
monitoraggio della minaccia, la preoccupazione e la ruminazione (Wells, 2009).
Queste due ultime componenti (P. Roussis& Wells, 2006, Bennett&Wells, 2010) giocano un ruolo di mediazione tra le credenze
metacognitive e i sintomi da PTSD.
Il modello relativo
allo schema emozionale integra la teoria metacognitiva con quella basata sulle
emozioni, sostenendo che ci sia una relazione tra l’insorgenza del
PTSD e una disfunzione dello schema emozionale (Herbert &Forman, 2011). La regolazione emotiva, collegata sia alla
meta-cognizione sia allo schema emozionale, rappresenta la caratteristica
centrale del PTSD. Un deficit nella gestione delle emozione porterebbe a
sovrastimare le minacce, riducendo le risorse di coping, e a rispondere in
maniera più intensa a livello emozionale di fronte a eventi traumatici; questi
due fenomeni sono strettamente collegati all’insorgenza del PTSD (Bardeen,Kumpula,& Orcutt, 2013). Una disfunzionalità nella regolazione emotiva
contribuisce, inoltre, al mantenimento del PTSD, infatti a causa di questo
problema l’individuo potrebbe percepire le sue emozioni come incontrollabili (Frewen& Lanius,2006) e di conseguenza imparare a temere stimoli interni o esterni
che elicitano risposte
emotive.
Nel modello
metacognitivo la regolazione emotiva è una componente della Sindrome
Cognitivo-Attentiva e media la relazione tra i sintomi del PTSD e la meta
cognizione.
Lo schema emozionale
porta all’insorgenza del PTSD attraverso lo sviluppo di una dis-regolazione
emotiva nelle persone
traumatizzate.
In conclusione è
possibile affermare che le difficoltà nella regolazione emotiva e l’incapacità
di usare questa risorsa in modo adattivo giocano un ruolo importante nella
manifestazione dei sintomi del PTSD.data-blogger-escaped-comment-EndFragment
Speriamo che,
attraverso questo post, voi siate riusciti a capire meglio il disturbo
post-traumatico da stress, di cui tanto si parla ma che in concreto
non era così chiaro.
Lettura prêt à porter:
Hayes, S. C.,Follette, V. M., & Linehan, M. M. (2004). Mindfulness and acceptance:Expanding the cognitive-behavioral tradition. New York: Guilford Press
Herbert, J.D., & Forman, E. M. (2011). Acceptance and mindfulness in cognitivebehavior therapy. New Jersey: Wiley
Mazloom M., Yaghubi H., Mohammadkhani S. Post-traumatic stress symptom, metacognition, emotional schema and emotion regulation: A structural equation model, Personality and Individual Differences 88 (2016) 94–98
Wells, A. (2000). Emotional disorders and metacognition: Innovative cognitive therapy. Chichester, UK: Wiley
Wells, A. (2009).Metacognitive therapy for anxiety and depression. New York: The Guilford Press

Nessun commento:
Posta un commento