sabato 27 febbraio 2016

Mettiamo lo stress alla prova!

Alcuni spunti scientifici per affrontare al meglio un colloquio importante


Cari lettori, con questo post vogliamo fornirvi alcuni aiuti per avere un'arma in più da sfoderare contro lo stress..questa volta in situazioni specifiche e piene di forti emozioni, ovvero durante i colloqui di lavoro.
Se pensate di trovarvi di fronte il solito decalogo di come vestirsi o delle parole chiave da aggiungere assolutamente per avere la certezza di essere richiamati..vi sbagliate di grosso! Qui affronteremo il tema di come la postura possa influire notevolmente sull'esito..ebbene sì..una parte controllabile e migliorabile per ciascuno di noi, senza grandi richieste di sforzi cognitivi, anche per coloro che hanno sempre pensato che non ce la potrebbero mai fare ad affrontare una situazione come questa, piena di ansia da controllare e da parolone da tirar fuori al momento giusto e magari anche in modo brillantemente fluido.
Già in molte ricerche si è evidenziato come in una situazione sociale di valutazione (avvenimento fra i più stressanti all’interno del panorama quotidiano di ciascuno di noi), la postura influisca notevolmente sulla performance e quindi sul giudizio finale. Giusto per citare qualche esempio, è emerso che esibire posture aperte, rilassate ed espansive, è sinonimo di potere ed influenza, oltre ad essere legato ad una diminuzione a livello sanguigno di cortisolo (l’ormone dello stress per eccellenza) e ad un aumento di testosterone (ormone da sempre ritenuto avere un ruolo fondamentale negli atteggiamenti di dominio) (Knight & Mehta, 2014).
Ma ovviamente quando il nostro ruolo diventa quello di candidati per un colloquio di lavoro, che vengono scelti da un’infinita lista di nomi, l’assumere un atteggiamento troppo influente ed esuberante spesso porta ad ottenere il risultato opposto a quello sperato, facendo diventare il colloquio per il lavoro dei propri sogni, come il ricordo che produrrà il maggior numero di incubi!
E allora…ci può essere una strategia da mettere in atto prima del fatidico evento, quando si è nella totale privacy e lontano da occhi indiscreti e giudicanti?
Cuddy ed altri ricercatori universitari ha tentato di fornirci una risposta.
In un loro esperimento, ad alcuni studenti suddivisi in modo casuale in due gruppi, veniva chiesto di assumere per la durata di 5 minuti o una posa ad “alta influenza” (mani sui fianchi, gomiti in fuori, gambe leggermente divaricate), oppure a “bassa influenza” (braccia e mani intrecciate lungo il busto, gambe incrociate su se stesse) e di preparare in simili posizioni il discorso che avrebbero dovuto tenere in seguito per essere assunti.
I risultati hanno mostrato che le pose tenute prima non influenzano la postura esibita durante il colloquio. Nonostante ciò, è emerso che coloro che avevano assunto un atteggiamento ad “alta influenza” mostravano un controllo maggiore nella modalità di eloquio, dimostrandosi più coinvolgenti e carismatici, e con una capacità superiore di modulare il proprio linguaggio, oltre ad un livello inferiore di ansia: tutte caratteristiche valutate come indicatori di  maggiori possibilità in termini di qualità della performance e quindi di essere assunti.

Ovviamente un solo esperimento non può dare la certezza sul risultato e le ricerche da fare andrebbero estese e approfondite, ma come dice il detto “tentar non nuoce”!




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