sabato 27 febbraio 2016

Stress nei caregiver

Lo stress nelle persone che assistono famigliari malati



Cari lettori, guardando al ruolo di caregiver notiamo una situazione in cui gli equilibri personali e relazionali  sono sacrificati in seguito alla comparsa e al decorso della malattia, e questo mette a dura prova la capacità di adattamento e di resistenza dell’individuo.
I prinicipali fattori di stress dei caregiver sono: la perdita di tempo personale e la  sensazione di perdere opportunità.
Il termine “caregiver burden” (tradotto come “carico del caregiver”) indica la risposta allo stress, sia fisico sia psicologico che colpisce chi accudisce il paziente.
Le condizioni di salute del malato e le condizioni personali del caregiver influenzano necessariamente lo stile e la qualità del caregiviving.
Esistono diversi tipi di caregiver: si svolge questo ruolo per scelta, per necessità o per designazione familiare, quando la storia personale o relazionale non lascia spazio ad altre possibilità. Un’altra categoria è quella dei figli multiruolo, impegnati su più fronti oltre che nell’assistenza al malato, con il quale in genere non convivono. Si sentono stanchi, sovraccaricati di responsabilità e il loro impegno costante ha una ricaduta negativa sul piano psicologico e delle relazioni sociali. I neo-caregiver e i caregiver supportati rappresentano invece i familiari che si occupano della assistenza di un malato relativamente autonomo, quindi senza grossi cambiamenti nello stile di vita e coloro che, figlio o nipote del paziente, sono poco coinvolti nell’assistenza dell’individuo ancora ai primi stadi di malattia.
Oltre alle persone che accudiscono un anziano con gravi patologie, pensiamo anche i caregiver di bambini con disabilità dello sviluppo, anche loro devono affrontare sfide molto difficili nella loro vita. Famiglie con bambini con disabilità esprimono situazioni psicologiche più negative rispetto alle famiglie con bambini con uno sviluppo tipico (Lecavalier et al., 2006). Per esempio, essi hanno più spese, più restrizioni nelle attività sociali, e lo stress dei genitori è maggiore.
Le strategie di coping adottate dal caregiver per far fronte agli eventi stressanti si possono distinguere in due tipi (Zucchera et al., 2012): le strategie “centrate sulle emozioni” (emotion – focused coping) e le strategie “centrate sul problema” (problem – focused coping). Le prime si basano sulla gestione delle emozioni negative conseguenti alla situazione stressante, l’individuo tenta di ignorare la minaccia attraverso la ricerca di supporto sociale o impegnandosi in attività che distolgono la sua attenzione dal problema. Le seconde invece si basano sul tentativo di modificare o risolvere la situazione che minaccia o danneggia l’individuo. Sono strategie attive che generano soluzioni alternative. 
Una ricerca ha rilevato che le strategie di coping centrate sul problema sono più vantaggiose per il caregiver, mentre quelle centrate sulle emozioni si associano ad ansia e depressione. Quindi le strategie basate sulle emozioni sarebbero disfunzionali e predittive del “caregiver burden”. Inoltre si può notare come il buon esito della gestione dello stress nel caregiver dipenda dall’uso di strategie orientate al problema sin dall’inizio della malattia, quando le soluzioni sono disponibili e le situazioni possono essere modificate.






Letture prêt à porter: 

Tognetti,A. (2004). Le problematiche del caregiver. Giornale di Gerontologia, 52(5),505-510.

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