Lo stress nelle persone che assistono famigliari malati
I
prinicipali fattori di stress dei caregiver sono: la perdita di tempo
personale e la sensazione di perdere
opportunità.
Il
termine “caregiver burden” (tradotto come “carico del caregiver”) indica la
risposta allo stress, sia fisico sia psicologico che colpisce chi accudisce il
paziente.
Le condizioni di salute del malato e le condizioni personali del caregiver influenzano necessariamente lo stile e la qualità del caregiviving.
Le condizioni di salute del malato e le condizioni personali del caregiver influenzano necessariamente lo stile e la qualità del caregiviving.
Esistono
diversi tipi di caregiver: si svolge questo ruolo per scelta, per necessità o per
designazione familiare, quando la storia personale o relazionale non lascia
spazio ad altre possibilità. Un’altra categoria è quella dei figli multiruolo,
impegnati su più fronti oltre che nell’assistenza al malato, con il quale in
genere non convivono. Si sentono stanchi, sovraccaricati di responsabilità e il
loro impegno costante ha una ricaduta negativa sul piano
psicologico e delle relazioni sociali. I neo-caregiver e i caregiver supportati
rappresentano invece i familiari che si occupano della assistenza di un malato
relativamente autonomo, quindi senza grossi cambiamenti nello stile di vita e
coloro che, figlio o nipote del paziente, sono poco coinvolti nell’assistenza
dell’individuo ancora ai primi stadi di malattia.
Oltre alle persone
che accudiscono un anziano con gravi patologie, pensiamo anche i caregiver
di bambini con disabilità dello sviluppo, anche loro devono affrontare sfide
molto difficili nella loro vita. Famiglie con bambini con disabilità esprimono
situazioni psicologiche più negative rispetto alle famiglie con bambini con uno
sviluppo tipico (Lecavalier et al., 2006). Per esempio, essi hanno più spese, più
restrizioni nelle attività sociali, e lo stress dei genitori è maggiore.
Le
strategie di coping adottate dal caregiver per far fronte agli eventi
stressanti si possono distinguere in due tipi (Zucchera et al., 2012): le strategie “centrate sulle
emozioni” (emotion – focused coping) e le strategie “centrate sul problema”
(problem – focused coping). Le prime si basano sulla gestione delle emozioni
negative conseguenti alla situazione stressante, l’individuo tenta di ignorare
la minaccia attraverso la ricerca di supporto sociale o impegnandosi in
attività che distolgono la sua attenzione dal problema. Le seconde invece si
basano sul tentativo di modificare o risolvere la situazione che minaccia o
danneggia l’individuo. Sono strategie attive che generano soluzioni
alternative.
Una
ricerca ha rilevato che le strategie di coping centrate sul problema sono più
vantaggiose per il caregiver, mentre quelle centrate sulle emozioni si
associano ad ansia e depressione. Quindi le strategie basate sulle emozioni
sarebbero disfunzionali e predittive del “caregiver burden”. Inoltre si può notare come il buon esito della gestione dello stress nel caregiver dipenda
dall’uso di strategie orientate al problema sin dall’inizio della malattia,
quando le soluzioni sono disponibili e le situazioni possono essere modificate.
Letture prêt à porter:
Tognetti,A. (2004). Le problematiche del caregiver. Giornale di Gerontologia, 52(5),505-510.

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