giovedì 25 febbraio 2016

Per aspera ad astra

Una breve storia ricca di speranza e resilienza in Cile


Cari lettori, con questo post vogliamo mostrarvi l’affascinante connessione tra resilienza e creatività, in una situazione tanto stressante e traumatica come è quella di un terremoto che distrugge casa e piani per il futuro, lasciando coloro che vengono colpiti nello spaesamento più totale.
Stiamo parlando del terremoto avvenuto nel 2010 in Cile, registrato come uno dei più forti.
L’articolo dal quale abbiamo tratto ispirazione è quello di una ricerca condotta un anno e mezzo dopo il nefasto evento, ad opera di Bender e colleghi nella località di Talca, cittadina vicina all’epicentro, che ha registrato seri danni su territorio e infrastrutture presenti.
Gli autori hanno intervistato 10 sopravvissuti (tra i 21 e i 75 anni) che hanno mostrato particolare resilienza di fronte all’accaduto, chiedendo loro, al termine, di realizzare un elaborato artistico basato su un qualcosa condiviso precedentemente; tutti hanno scelto di produrre un disegno.
È assolutamente interessante come fra tanti temi toccati dall’intervista, in tutte le raffigurazioni proposte si è scelto di focalizzarsi su elementi positivi, andando a toccare temi come la libertà, la ricostruzione, le speranze e aspettative per il futuro.
Analizzando i vari disegni, si può notare come sia forte il legame del singolo soggetto e del suo processo di rielaborazione con il proprio contesto culturale e sociale. Infatti la persona e i suoi sentimenti non sono mai raffigurati nello specifico, ma vengono evidenziate immagini relative a vissuti condivisi con la famiglia e la comunità, sotto forma per lo più di simboli.
I protagonisti di questi dieci disegni sono in otto casi elementi naturali con la funzione di rappresentare stati d’animo ed esperienze, e in quattro casi vi è la presenza del sole che sorge tra le montagne, probabilmente ad indicare la voglia di ricostruire e rinascere dopo la vertiginosa caduta comportata dalla catastrofe naturale. Tutto ciò fa capire l’importanza che la natura ha all’interno delle rappresentazioni culturali di individui abituati a vivere in una zona a rischio di terremoti.
Colpiscono inoltre due disegni, raffiguranti entrambi due case, una a sinistra che rappresenta le macerie, e una sulla destra che rappresenta il “dopo”, e quindi il desiderio di voler tornare a vivere nella quotidianità familiare, fatta da comignoli fumanti e alberi con frutti, da sempre simbolo e punto di riferimento per la sicurezza e gli affetti, oltre che luogo per la progettazione di un futuro in continuità con le proprie aspettative e la propria storia.
Si può notare inoltre l'importanza dell’essere insieme, e del desiderio di amore e libertà, rappresentati da un cuore con l’aureola e le ali che si spiegano in un cielo stellato.
Questi disegni sembrano contenere gli elementi citati da Taylor necessari per la ripresa dopo un trauma, che sono la ricerca di significato dall’esperienza, il tentativo di riprendere il controllo sugli eventi e la propria vita e in ultimo lo sforzo di ristabilire la stima del Sé.
Questa testimonianza sembra essere un piccolo spiraglio concreto di luce possibile dopo l’oscurità generata da catastrofi incontrollabili che gettano in ginocchio l’esistenza di intere comunità.
Ci auguriamo che con questo articolo anche voi cari lettori, esattamente come noi, possiate trarre spunto per superare con forza i piccoli e grandi ostacoli che la vita impone.

(Per motivi di copyright, per la visione dei disegni realizzati, si rimanda all’articolo di Bender, Metzl,Selman, Gloger, & Moreno, 2015.).



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