Curiosamente, gli eventi in lizza sono sia negativi che positivi, a conferma di ciò che teorizza Seyle in merito alla soggettività della reazione dello stress.
In base al tipo e alla frequenza degli eventi vissuti nell’ultimo anno, questa scala è abbastanza efficace nel prevedere se nell'arco dei due anni successivi possono verificarsi disturbi legati allo stress.
Un altro autore a cui stringere la mano è Sheldon Cohen che pubblica verso la fine degli anni Novanta la Scala per lo stress percepito.
Questo strumento già nel nome parte dal presupposto di scoprire quanto l’individuo percepisce la propria vita come sovraccarica di impegni, fuori controllo o imprevedibile. Il focus è sui propri pensieri e sentimenti provati nell’arco dell’ultimo mese dalla somministrazione.
Ma aspettate... Ci sono altri due individui che si sono fatti attendere. Sono Lemyre e Tessier con la loro Mesure du Stress Psychologique (MSP). Questa scala prende in considerazione aspetti cognitivi, comportamentali, affettivi e fisiologici, sia a livello di sensazioni sia a livello di disturbi fisici.
Inoltre da non dimenticare, soprattutto riflettendo su quanto il nostro corpo sia in continua relazione con la nostra mente, sono le misure della variabilità della frequenza cardiaca o della pressione arteriosa, oltre che rilevazioni di cortisolo presenti nel sangue. Inoltre grazie agli strumenti offerti dalla neuropsicologia, preziose risultano anche le rilevazioni della temperatura cutanea, dell’attività elettrica di muscoli e pelle, del ritmo respiratorio e delle onde cerebrali.
Insomma, lo stress non può più sfuggirvi di mano!
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